Prassi condivise su iscrizioni di avvocati abilitati all'estero
 
Le prassi condivise riscontrate sono:
  • aderire all'orientamento del CNF di sottoporre la domanda del richiedente ad un esame al fine di verificare se la richiesta di iscrizione in Italia possa costituire abuso di diritto;
  • riscontrare tale abuso di diritto ogni qualvolta l'istante non abbia svolto nello stato estero una attività professionale significativa.

Dal punto di vista procedurale
  • si richiede che la domanda di iscrizione sia corredata, oltre agli usuali documenti previsti dalla legge, dalla documentazione della attività da lui svolta all'estero;
  • nel caso emergano dubbi circa i presupposti per la iscrizione il richiedente viene invitato a fornire chiarimenti e ad un incontro presso il COA.

Ai fini dell'accertamento della attività professionale svolta all'estero alcuni Coa danno rilievo anche ad altre circostanze quali
  • presenza, nella certificazione rilasciata dall'Ordine estero, dell'attestato di esercizio della professione all'estero;
  • permanenza o meno della iscrizione in Italia del richiedente nel periodo in cui questi dichiari di avere operato all'estero;
  • padronanza della lingua straniera relativa al paese in cui si è sostenuto l'esame, da accertarsi in apposito colloquio, anche su materie giuridiche.


 

 

 


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